Spettacolo teatrale

PER MARI, PER DESERTI. TRITTICO DELL'EREMITA

Teatro di figura, età consigliata dai 12 anni in su.
23/02/2017
Dalle 19

PER MARI, PER DESERTI. TRITTICO DELL'EREMITA

di/con: Deborah Di Giacomo, Giulia Lotti, Valerio Marini
ideazione, drammaturgia sonoro-visiva e regia: Valerio Marini

 Giovedì 23 febbraio, ore 18

EVENTO A SOSTEGNO DEL PROGETTO "NII JUINTI" - CORAZON DE LA AMAZONIA

LO SPETTACOLO

La figura di San Simeone lo Stilita guarda il pubblico con il suo carico di sapienza e di ieraticità. Ai suoi lati Sant’Antonio e San Brendano sono immortalati nel vivo della loro attività contemplativa, l’uno rintanato in una grotta nel deserto, l’altro su una piccola imbarcazione in balia delle correnti dell’oceano.
D’un tratto i due quadri laterali si animano, narrando per immagini la straordinarietà delle vite dei due santi. Secondo la tradizione, infatti Sant’Antonio andò a vivere nel deserto, ove per più di vent’anni fu tentato e tormentato dal demonio. Secondo un’altra celebre leggenda, invece, San Brendano partì per mare alla ricerca del Paradiso Terrestre, incontrando terre incontaminate, bestie meravigliose e popolazioni selvagge.
Tra suoni ipnotici, rarefatti o assordanti, versi animali e canti sacri, il deserto di sant’Antonio e il mare di San Brendano si modificano rivelando visioni e tentazioni, pericoli e miracoli. Figure umane o parti di esse, creature mostruose, eccentriche o paradisiache affiorano da alberi, rocce e onde, in una drammaturgia priva di una vera e propria trama, ove il diabolico e il divino si divertono a confondere i due santi e gli spettatori.

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IL PROGETTO

Nii Juinti è una scuola-convitto dove 10 bambini di etnia Shipibo, abitanti della foresta amazzonica peruviana, vivono stabilmente in stretto contatto con gli anziani del villaggio. Il modello educativo applicato si basa sulla l'interazione diretta tra i vecchi saggi e i bambini, così come avveniva nel passato, sistema marginalizzato dall'avanzare della tecnologia che sempre più avvicina mondi lontani, allontanando ahimè quelli vicini.

I maestri insegnano la millenaria conoscenza relativa alle piante curative, ossia  le proprietà delle piante maestre, medicinali e aromatiche, come si piantano e l'uso che se ne fa, oltre a tutti gli elementi ancestrali appartenenti alla loro cultura come gli Icaros (canti sacri), le cerimonie di guarigione, l'arte del disegno e del ricamo, l'arte del massaggio, l'arte della caccia e della pesca e la costruzione delle canoe, mezzo indispensabile per muoversi nella stagione delle piogge.

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